Words by Studio Associato
Perché ogni imprenditore con interessi nel Regno Unito dovrebbe rivedere oggi la propria struttura societaria internazionale
Nel 2025 il Regno Unito ha introdotto una significativa riforma fiscale, con l’obiettivo di rafforzare la propria attrattività nei confronti degli investitori esteri e delle imprese internazionali. Il nuovo pacchetto di misure, annunciato dal Cancelliere dello Scacchiere lo scorso giugno, modifica in modo sostanziale il regime fiscale applicabile alle imprese straniere, incluse le succursali (branch) di società italiane operanti nel Regno Unito.
Per gli imprenditori italiani con attività oltremanica, diventa essenziale analizzare l’impatto delle novità introdotte al fine di evitare inefficienze fiscali, rischi di doppia imposizione o problemi di conformità.
Cosa prevede la riforma fiscale 2025
Ecco le principali novità che interessano le branch estere nel Regno Unito:
- Riduzione dell’aliquota sull’imposta sulle società
A partire dal 1° aprile 2025, l’aliquota standard dell’imposta sulle società (Corporation Tax) passa dal 25% al 21% per le entità con un fatturato annuo inferiore a £50 milioni.
Per le branch italiane con attività prevalentemente localizzate nel Regno Unito, ciò rappresenta un vantaggio competitivo rispetto ad altri Paesi UE con aliquote più elevate.
- Maggiore deducibilità dei costi intercompany
La nuova normativa introduce una maggiore apertura al riconoscimento dei costi sostenuti dalla sede centrale italiana ma riferibili all’operatività della branch britannica (es. servizi IT, risorse umane, consulenze, gestione amministrativa).
È tuttavia obbligatorio disporre di contratti intercompany formalizzati, politiche di transfer pricing aggiornate e una documentazione coerente con le nuove linee guida OCSE.
- Nessuna ritenuta su utili trasferiti alla casa madre
Resta confermata l’assenza di ritenuta alla fonte (withholding tax) sugli utili trasferiti dalla branch alla sede italiana, a condizione che tali flussi siano documentati come trasferimenti intercompany e non come distribuzione di dividendi.
Tuttavia, HMRC ha annunciato controlli più severi sulla tracciabilità dei flussi finanziari tra branch e casa madre.
- Introduzione del Fast Track Regime per le branch consolidate
Le branch estere attive da almeno 24 mesi nel Regno Unito e in regola con gli adempimenti fiscali potranno accedere a un nuovo Fast Track Regime che prevede:
- Digitalizzazione dei processi di dichiarazione
- Precompilazione automatica di alcune sezioni della dichiarazione
- Accesso semplificato alle verifiche e revisione annuale automatizzata
Questo regime rappresenta un vantaggio anche in termini di riduzione dei costi amministrativi e tempi di gestione.
- Credito d’imposta per investimenti in innovazione e sostenibilità
Le branch estere potranno beneficiare di un credito d’imposta fino al 30% per investimenti effettuati nel Regno Unito in:
- Intelligenza Artificiale e automazione
- Digitalizzazione dei processi
- Progetti di sostenibilità ambientale (es. efficientamento energetico, riduzione emissioni)
L’agevolazione è accessibile anche a filiali di società italiane, purché l’investimento sia utilizzato esclusivamente nel territorio britannico.
Branch o subsidiary? La riforma cambia il bilanciamento
Con la riforma, la branch diventa fiscalmente più competitiva, ma la scelta tra branch e società autonoma (Ltd) richiede comunque una valutazione su misura. Ecco un confronto sintetico:
| Parametro |
Branch |
Subsidiary (Ltd) |
| Personalità giuridica |
Non autonoma (dipende dalla casa madre) |
Autonoma, soggetto giuridico separato |
| Tassazione |
Solo sugli utili UK |
Tassazione completa su base worldwide |
| Compliance |
Più snella con Fast Track |
Più articolata, con obblighi separati |
| Responsabilità legale |
In capo alla casa madre |
Limitata alla società inglese |
| Trasferimenti di utili |
Senza ritenuta, se correttamente documentati |
Potenzialmente soggetti a imposte o ritenute |
Cosa dovrebbe fare oggi un imprenditore italiano con una branch nel Regno Unito
Alla luce della riforma, è opportuno:
- Verificare se la struttura societaria attuale è ancora la più efficiente
- Analizzare gli impatti della riforma sulla fiscalità consolidata Italia–UK
- Adeguare la documentazione intercompany secondo i nuovi requisiti
- Valutare l’accesso ai crediti d’imposta per AI, digitalizzazione e green tech
- Presentare domanda per aderire al Fast Track Regime, se ne ricorrono i requisiti
Conclusioni
La riforma fiscale UK 2025 offre opportunità concrete per le imprese italiane attive nel Regno Unito, sia in termini di ottimizzazione fiscale che di semplificazione amministrativa. Tuttavia, cogliere questi vantaggi richiede pianificazione proattiva, adeguata consulenza e aggiornamenti continui.
Una struttura internazionale ben progettata non è solo un’esigenza di compliance, ma un vero e proprio vantaggio competitivo.
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